IL FESTIVAL DECOLLA (ALMENO NEGLI ASCOLTI)

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IL FESTIVAL DECOLLA (ALMENO NEGLI ASCOLTI)
di Jacopo Defranchi

11 milioni e 603 mila telespettatori, pari al 52,1% di share hanno seguito la prima serata di #Sanremo2018! Risultato che migliora la già ottima performance del 2017 e che va a gettare basi piuttosto solide per far bene nelle quattro puntate che seguiranno. Per trovare un risultato migliore, occorre rispolverare i dati propri di Paolo Bonolis nell'edizione-evento del 2005.

 

La buona, ottima riuscita (considerando la frammentazione della proposta televisiva odierna) in termini di Auditel rischia di idealizzare ciò che si è visto per ora in questo Festival come quanto di meglio di potesse fare. Certo, il paragone con Carlo Conti è inevitabile; se il conduttore toscano era in grado di garantire successo di pubblico con la sola forza del suo nome, della sua squadra e delle proprie scelte artistiche, lo stesso non si può dire del buon Baglioni.

Forse consapevole dei suoi limiti in materia televisiva, si è circondato di professionisti che potessero coaudivarlo nel dettare i tempi dello spettacolo. A lui va il grande merito di aver intuito in tempo che il fare un Festival di sola musica, quando esso è ormai diventato l'evento televisivo per eccellenza, sarebbe stato estremamente rischioso; per questo ha scritturato Fiorello, vero mattatore della serata e mostro sacro del palcoscenico.

 

Si sa, ovunque ci sia Fiorello c'è una percentuale di share altissima: Sanremo 2018 non fa eccezione.

 

Se la scelta di far aprire la kermesse dai 20 Big in gara sulle note dell'inedita sigla scritta da Baglioni poteva essere un'idea funzionale - anche se un po' anacronistica -, il risultato è perlomeno dubbio: sfumata sul finale, ti aspetti che "prenda il la" ed esploda in un tripudio di note, invece rimane piuttosto lineare. Più un'anteprima, che una sigla trasmessa in Eurovisione! 

 

Sul fronte canzoni, è riduttivo parlare di brani radiofonici o meno radiofonici dopo un solo ascolto: certamente la classifica parziale svelata al termine della serata - con alcune eccezioni - rispecchia parecchio i gusti a cui siamo abituati.

 

La sorpesa che ci ha regalato questa primissima parte risponde al nome di Pierfrancesco Favino: gioca bene ad interpretare il conduttore spigliato e simpatico. Malignamente si potrebbe azzardare che giochi un po' a fare il Fiorello. Perdonato perchè le qualità sono indubbie e il risultato è apprezzabilissimo.

 

Michelle Hunziker, raggiante nei suoi abiti elegantemente indossati - con buona pace di Belen -, ha il compito di gestire la baracca (televisivamente parlando) e ci riesce solo in parte. Buona la scrittura autoriale nei siparietti comici (nei quali persino Baglioni si trova a suo agio), ma nella liturgia appare a tratti fuori luogo ed eccessivamente sorridente; la sensazione è che stia conducendo Paperissima, con al differenza che nel programma di Ricci può contare su un navigato presentatore come Gerry Scotti.

 

Queste le sensazioni dei nostri inviati a Sanremo, con la consapevolezza che la prima serata sia notoriamente uno spartiacque e che vada, come si è soliti dire, presa con le pinze nello stilare un giudizio.

Domattina, al netto del calo fisiologioco che storicamente si registra nel secondo giorno, scoprire se la partecipazione dello showman siciliano abbia "drogato" gli ascolti.

 

(fonte: comunicato n° 22 Ufficio Stampa RAI; foto: leggo.it)

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