Francesco Renga - L´altra metà

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Francesco Renga - L´altra metà
Damiano Casanova

 

Prodotto da Michele Canova Iorfida e composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo, il nuovo album rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche.

 

«L’Altra metà è anche – come dichiara l’artista – il frutto di oltre 35 anni di lavoro, di ricerca, di passione, d’amore, di vita spesa a cercare di raccontare e raccontarmi attraverso la musica e le parole... attraverso la mia voce. Ho scritto insieme con moltissimi giovani autori, musicisti e artisti perché avevo bisogno di trovare il linguaggio giusto per riuscire a parlare - attraverso queste canzoni - anche ai miei figli. È questo, credo, il miglior pregio del disco: canzoni, parole e musica che riescono a raccontare la vita che mi attraversa e che, a sua volta, è attraversata dallo sguardo di un uomo di 50 anni».

 

Attuale e variegata anche la scelta degli autori con cui Francesco ha collaborato per la scrittura del nuovo disco: Paolo Antonacci, Bungaro, Cesare Chiodo, Daniele Conti, Simone Cremonini, Antonio Di Martino, Matteo Grandi, Daniele Lazzarin (Danti), Leo Pari, Flavio Pardini (Gazzelle), Rakele, Edwyn Roberts, Luca Serpenti, Davide Simonetta, Patrizio Simonini, Ultimo, Lorenzo Urciullo (Colapesce), Fortunato Zampaglione, Michele Zocca.

 

Francesco incontrerà i suoi fan per presentare il nuovo “L’ALTRA METÀ” con un INSTORE TOUR: il 19 aprile a BRESCIA (C.C. “Elnòs Shopping” di Roncadelle, Brescia - ore 18.30); il 20 aprile a TORINO (Mondadori Bookstore in via Monte di Pietà, 2 - ore 18.00); il 23 aprile a ROMA (La Feltrinelli in via Appia Nuova, 427 - ore 18.00), il 24 aprile a FIRENZE (C.C. “Coop” Lastra a Signa, Firenze - ore 18.00), il 26 aprile a GENOVA (La Feltrinelli di Via Ceccardi, 16 - ore 18.00), il 27 aprile a MILANO (Mondadori Megastore di Piazza Duomo, 1 - ore 18.00), il 28 aprile a PADOVA (C.C. “Piazzagrande” di Piove di Sacco, Padova - ore 18.00), il 29 aprile a NAPOLI (Mondadori Bookstore in Piazza Vanvitelli, 10/A - ore 18.00), il 30 aprile a SALERNO (C.C. “Maximall” di Pontecagnano Faiano, Salerno - ore 18.00), il 2 maggio ad ASCOLI PICENO (C.C. “Città delle Stelle” - ore 18.00); il 3 maggio a CHIETI (C.C. “Centro D’Abruzzo” di San Giovanni Teatino, Chieti - ore 18.00), il 4 maggio a BARI (C.C. “Mongolfiera” Santa Caterina - ore 18.00), il 5 maggio a TARANTO (C.C. “Porte dello Jonio” - ore 18.00), l’8 maggio a MODENA (C.C. “La Rotonda” - ore 18.00), il 9 maggio a PALERMO (La Feltrinelli in via Cavour, 133 - ore 18.00), il 10 maggio a CATANIA (C.C. “Etnapolis” di Belpasso, Catania - ore 18.00), l’11 maggio a CALTANISSETTA (C.C. “Il Casale” di San Cataldo, Caltanissetta - ore 18.00).

 

Dall’11 ottobre, invece, Francesco sarà protagonista sui palchi dei più prestigiosi teatri italiani. Queste le date del tour, prodotto e organizzato da Friends & Partner:

 

11 ottobre – MILANO – Teatro degli Arcimboldi

12 ottobre – MILANO – Teatro degli Arcimboldi

14 ottobre – CREMONA – Teatro Ponchielli

15 ottobre – FIRENZE – Teatro Verdi

16 ottobre – FIRENZE – Teatro Verdi

23 ottobre – BERGAMO – Teatro Creberg

24 ottobre – BERGAMO – Teatro Creberg

31 ottobre – MONTECATINI (PT) – Teatro Verdi

3 novembre – ROMA – Auditorium Parco della Musica

4 novembre – ROMA – Auditorium Parco della Musica

5 novembre – CESENA – Nuovo Teatro Carisport

12 novembre – GENOVA – Teatro Carlo Felice

15 novembre – ATENA LUCANA (SA) – Gran Teatro Paladianflex

16 novembre – AVELLINO – Teatro Don Gesualdo

18 novembre – NAPOLI – Teatro Augusteo

19 novembre – NAPOLI – Teatro Augusteo

21 novembre – BARI – Teatro Team

22 novembre – BARI – Teatro Team      

23 novembre – CROTONE – Pala Milione

1 dicembre – LUGANO – Pala Congressi

5 dicembre – VARESE – Teatro Openjobmetis

7 dicembre – TRIESTE – Teatro Rossetti

10 dicembre – BOLOGNA – Europauditorium

12 dicembre – TORINO – Teatro Colosseo

13 dicembre – TORINO – Teatro Colosseo

14 dicembre – PARMA – Teatro Regio

17 dicembre – BOLOGNA – Europauditorium

Ecco come Francesco racconta il suo disco:

 

È sempre molto difficile raccontare un album. 

È come cercare di raccontare qualcosa che è successo nonostante te, a tua insaputa. 

E non è semplice descrivere quello che in maniera inconsapevole, quasi misteriosamente, ha preso forma, quel qualcosa che avevi bisogno di dire. Ancora non ne conosci le motivazioni, lo stesso linguaggio ti suona a tratti estraneo, perché frutto di un’urgenza che nemmeno sapevi di avere. Ti ritrovi così a dover parlare di cose che sono uscite dalla tua bocca prima ancora che decidessi di aprirla, prima che te ne rendessi conto, improvvisamente, come un urlo che non puoi controllare.

Cose tue, che si muovevano dentro di te. Hai cercato di negarle, di nasconderle, ancora forse non hai nemmeno cercato di comprenderle... ma eccole lì: improvvisamente e inaspettatamente alla mercé di tutti. E tu che le credevi protette nella tua fortezza che pensavi inespugnabile.

Ma questa è la fortuna dell’artista, il miracolo dell’Arte. 

È un’urgenza sulla quale non puoi pretendere di avere il controllo: sarebbe un ossimoro. 

Quello che ho fatto in più di 35 anni di lavoro è stato cercare di essere un artista e soddisfare questa urgenza, chetarla.

Usare la mia “fortuna” per raccontare il mio universo... la visione che ho del mondo e della mia vita. Scrivendo canzoni.

La canzone rappresenta, insieme alla musica, la forma più popolare e diretta di linguaggio. La musica è una delle forme più evolute del pensiero, arriva attraverso i sensi direttamente all'essenza dell'individuo senza intermediazioni, la sua comprensione avviene su un piano ancora più alto di quello della parola, per questo è universale. La canzone pop per me ha sempre rappresentato un'impavida sortita oltre le mura, piuttosto che la difesa di un comodo perimetro chiuso tra le pareti del mio essere.

Ho sempre voluto abbattere le mura del castello, perché per me ogni muro rappresenta una prigione... non voglio difendere, voglio condividere.

“L’altra metà” rappresenta questa consapevolezza.

Ho cominciato a fare dischi, cantare, suonare, scrivere e raccontarmi con la musica, le parole, la voce... quando tutto era un’altra cosa. Non solo la musica, le canzoni... il mio lavoro, il mio Paese.... e soprattutto la cosa più importante, per ognuno di noi... la vita. E se la mia vita adesso è altro, è cambiata, le mie canzoni non possono che essere diverse, cambiate a loro volta.

“L’altra metà” è il frutto di un percorso cominciato anni fa con “Tempo reale” quando mi sono reso conto che il linguaggio popolare era mutato e ho sentito l’esigenza di rimanere collegato a un mondo del quale avevo disperato bisogno di sentirmi parte... Essere adeguato ai miei bisogni artistici è sempre stata la mia priorità.

Perché non ho un altro modo per stare al mondo... non c’è e non lo conosco.

La musica, le parole, la mia voce sono gli unici strumenti che ho a disposizione per non tradire la mia anima.

Da qui parto per condividere questo racconto con voi. Perché le motivazioni, l’urgenza, il bisogno non ve li posso spiegare, ma posso provare a farvele “sentire”.

Da “Tempo reale” a “L’altra metà” ho vissuto un percorso espressivo e di affinamento del linguaggio che con questo disco trovano una loro sublimazione e una cifra specifica molto personale. 

Da qui il titolo: “L’altra metà” ovvero l’altra metà della mia vita, della mia storia, della mia musica... una sorta di ripartenza con una consapevolezza rinnovata. Completamente nuova anche nelle sue forme. Questo album è frutto di oltre 35 anni di lavoro, di ricerca, di passione, d’amore, di vita spesa a cercare di raccontare e raccontarmi attraverso la musica e le parole... attraverso la mia voce. Ho scritto insieme con moltissimi giovani autori, musicisti e artisti perché avevo bisogno di trovare il linguaggio giusto per riuscire a parlare - attraverso queste canzoni - anche ai miei figli, senza paura di risultare sbagliato. È questo, credo, il miglior pregio del disco: canzoni, parole e musica che riescono a essere contemporanee; che riescono a raccontare la vita che mi attraversa e che, a sua volta, è attraversata dallo sguardo di un uomo di 50 anni.

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